02 · Archivio

Racconti

2026

Amica Sailor moon

Micorrize

Sentii un brivido all’altezza dello stomaco, all’epoca ne soffrivo spesso, e oggi di tanto in tanto ancora lo sento. Quando un pensiero sconosciuto mi ricorda della mia infanzia, o quando le calze mi stringono troppo in vita e avverto il disagio in cui sono costretta. Provai l’impulso di sbottonarmi e liberare la pancia gonfia di bambina che stava già scomparendo, e invece trovai la comoda molla della tuta.

2026

Dove scrivo quando scrivo

Letterate Magazine

Dal tavolo guardo fuori, oltre lo stendino dei panni asciutti: la bambina dell’appartamento di fronte mi lascia dei bigliettini attaccati al vetro, ma non riesco a leggere cosa ha scritto: la mia ipermetropia ha preso il sopravvento.

2026

Amor Cortese

Malgrado le mosche

Milena si è definita come appartenente, nell’ordine: a Roberto, a se stessa, alla natura e infine al futuro ancora impensabile e misterioso. Adesso di chi è questa creatura?

2025

Food served all day

Malgrado le mosche no. 1

Horror, distopico, rosa

Ogni venerdì mi riunivo con altri della fabbrica in una bettola che un tempo sarà stato pubblicizzato come “il pub più vecchio d’Irlanda”, il cui proprietario adesso produceva alcool fatto in casa con le patate e i resti delle cavallette che gli portavamo. Fuori c’era ancora l’insegna al neon luminosa FOOD SERVED ALL DAY che di tanto in tanto tornava a risplendere come una stella cometa.

2022

Mancato ritorno

Menelique no. 8, “Sud”

L’avevo già notata dall’altra parte dei binari, con la sua ciurma di ragazze dai capelli piastrati e i giubbottini neri. Mi fissava mentre le altre cinguettavano intorno, ma non riuscivo a captarne l’intenzione a quella distanza. Dopo aver dato un’occhiata a destra e a sinistra ha poi deciso di attraversare i binari con la squadra al seguito. Erano minacciose nelle loro tenute attillate.

2022

Tebaldo deve morire

Verde

Christian e Mirko si odiavano per colpe irrisolte dei loro avi. Il loro odio era un’eredità sinistra e contorta che i due avevano cominciato a covare in fasce, avviluppato insieme ai sogni di ricchezza con cui erano stati nutriti. Lo vedevo nella guerra di autoveicoli e scarpe che si facevano le famiglie, nella ricerca spasmodica dei nuovi outfit da sfoggiare.

2020

Mirakuru Garuzu

Verde

Anche io avevo rotto il suo bracciale, gli avevo anzi fatto fare una fine ben peggiore: una caduta da sette piani di altezza: irrecuperabile. Lei allora aveva scaraventato il mio per terra, sul pavimento, una distanza direttamente proporzionale a quello che provava per me: la lunghezza di una gamba – e la sua è pure corta.

2020

Gé-ni-ùs

In fuga dalla bocciofila

Ivan mi accennò di Ugo dicendo: «è un genio». Quando poi l’ho conosciuto proprio non mi capacitavo su dove potesse risiedere questo suo “genio”, sotto quale strato di mento, o se appeso alle sopracciglia, motivo per cui le teneva sempre alzate quando il suo sguardo toccava la mia tovaglia, la mia televisione, i miei genitori, me.

2020

Carsismo

L’Inquieto

Mia madre, in qualche modo, era diventata come quella casa: non aveva storia, non aveva legami o non li ricordava; era più che mai in balìa del tempo. Mi disse sottovoce una frase che non dimenticherò mai e poi mi ordinò di tornare da zia Maria. Non esitai, e i passi, dapprincipio nervosi, impacciati, diventarono fuga veloce da quella rivelazione: mi aveva detto, con dolore e spavento, che i fantasmi non esistono.

2020

La stagione dell’amore

Verde

Di giorno lavoro, remota lo sono sempre stata, il pomeriggio faccio le stesse cose che fanno tutti: tante pizze, seguo i profili Instagram dei personal trainer più entusiasti e faccio del mio meglio. Ogni tanto mi affaccio alla finestra, ma questa è la stagione dell’amore, volano batuffoli di sperma di piante e mi lacrimano gli occhi.

2020

Contatto erede

Narrandom

«Vai su Facebook» dice infine, «Cerca Attilio Grandi». «Suo figlio?» Fa una smorfia e muove la mano come per rifiutare un piatto sgradito. Tra i primi risultati mi compare proprio lui: quarantenne sorridente, mezzo busto in polo bianca, figlio sdentato al petto, seduto sulla sua Audi TT coupé rossa. «Che faccia da culo» scappa a Grandi. Sul profilo del figlio diversi sfoghi sul governo, qualche richiesta di intercessione divina. Mi dice di lasciare stare e torniamo sull’elenco di Attili.

2018

Un invito a pranzo

Selezionato per la serata “8x8 si sente la voce” dell’agenzia letteraria Oblique

Non lo sa che per me ormai rispondere a un invito a pranzo è diventato un enigma, decidere di accettarlo è un atto rivoluzionario, conversare tra un boccone e un altro una guerra.